Dispositivi di Protezione Individuale

 
 
 
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Il Presidio è in grado di attivare procedure di caratterizzazione effettuate seguendo le indicazioni fornite dalla normativa UNI EN 14683:2019 e UNI EN 10993-1:2010 per quel che riguarda le grandezze misurate utilizzando, ove possibile, le apparecchiature riportate in norma o in alternativa utilizzando apparecchiature di ricerca che garantiscono l’accuratezza dei parametri misurati.

Le procedure di caratterizzazione che attualmente possono essere eseguite sono le seguenti:

  1. Caratterizzazione del materiale filtrante.
    Un provino del materiale filtrante sarà caratterizzato mediante microscopia ottica e SEM per l’analisi della dimensione delle fibre.(laboratorio DICMAPI: Prof. Di Maio/Prof. Squillace).Il provino sarà successivamente sottoposto ad analisi di angolo di contatto di goccioline di acqua per misura di idrofilicità.(laboratorio DICMAPI: Ing. De Falco/Prof. D’Anna)
  2. Prova di Efficienza Batterica (BFE).
    Un provino del materiale della maschera è bloccato tra un impattore a cascata a sette stadi ed un erogatore di aerosol. Un aerosol di fluido bronchiale simulato, con una fissata carica di Staphylococcus aureus, è fatto passare attraverso il materiale della maschera e raccolto mediante l’impattore in flusso d’aria. A valle del provino viene fatto un campionamento microbiologico per raccogliere i batteri eventualmente presenti. Dopo incubazione (37°C; 24 – 48 ore) si procede al conteggio delle unità formanti colonia. L'efficienza di filtrazione batterica è data dalla quantità di batteri che attraversa il materiale della maschera facciale espresso come percentuale della quantità erogata dall’aerosol in assenza della mascherina. La BFE viene calcolata come segue: BFE (%) = (C – T)/C x 100, dove: C = valore medio di batteri nei controlli positivi (senza provino di test) e T = valore medio di conteggio nei campionamenti a valle del provino (media filtrante) soggetto a test.  (laboratorio DIFARMA: Prof. Quaglia/Prof. Zampella e Dipartimento di Medicina molecolare e Biotecnologie mediche: Prof. P. Salvatore/Dott.ssa R. Colicchio)
  3. Prova di Respirabilità.
    La prova consiste nella valutazione della permeabilità all’aria del materiale filtrante attraverso la determinazione della differenza di pressione attraverso il provino nelle condizioni di portata di aria specificate dalla normativa. (laboratorio DICMAPI: Prof. Di Maio/Prof. Mensitieri).
  4. Prova di filtrazione di polveri.
    La prova consiste nella filtrazione di un aerosol polidisperso opportunamente calibrato (NaCl, DEHS o altro) contenente particelle con diametro compreso tra 0.09 e 2 micrometri. La misura della concentrazione numerica e massica delle particelle è realizzata tramite un Optical Particle Counter. È determinata l’efficienza di filtrazione totale e l’efficienza per specifiche classi di diametri di polveri. L’efficienza di filtrazione delle polveri totali (PFE) è il parametro di controllo, definito come PFE= 1-C2/C1 essendo C2 la concentrazione totale di aerosol a valle della mascherina e C1 la concentrazione totale di aerosol a monte della mascherina. (laboratorio DICMAPI: Prof. Di Natale/Ing. De Falco).
  5. Prova di resistenza agli spruzzi: 
    Per le mascherine chirurgiche di classe IIR: la prova prevede di esporre per circa 1 secondo la mascherina ad uno spray calibrato di un liquido in grado di simulare fluido ematico ed esercito ad adeguata pressione di impatto sulla mascherina. A valle della mascherina è posto un target di controllo. Se il materiale filtrante lascia passare il liquido e il target è bagnato, il campione non passa la prova. (laboratorio DICMAPI: Prof. Di Natale/Prof. Di Maio/Ing. De Falco).
  6. Prove di infiammabilità. 
    La prova consiste nell’esporre per un tempo fissato un campione di materiale filtrante fissato ad un porta-provino sopra una fiamma di altezza e di temperatura definita. La prova è superata se il campione non brucia o brucia per un massimo di 5 secondi dopo il passaggio in fiamma. (laboratorio DICMAPI: Prof. D’Anna/Ing. De Falco).
  7. Prova di Pulizia microbica (Bioburden).
    Le modalità del test di pulizia microbica sono effettuate seguendo la normativa di riferimento. (Dipartimento di Medicina molecolare e Biotecnologie mediche: Prof. P. Salvatore/Dott.ssa R. Colicchio)
  8. Prova di Biocompatibilità.
    Sperimentale o bibliografica in base alle caratteristiche dei materiali impiegati. (Dipartimento di Medicina molecolare e Biotecnologie mediche: Prof. P. Salvatore/Dott.ssa R. Colicchio)

Le aziende interessate possono contattare il CESMA all’indirizzo info.innovaitalia@unina.it;

Contatti Telefonici:

- 081-2530002 dalle 9:00 alle 12:00;
- 081-2530009 dalle 14:30 alle 17:30;